archivio esposizioni

DINAMISMO ASTRATTO

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BORDERS#1

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SAMSARA_Corrado Vittorio Battistoni

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Domenico Canino Solo Exhibition  “THE PAST THE PRESENT AND FUTURE OF THE HUMAN CONDITION”

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Bar Antonio

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Mezzo Pubblico / Mezzo Privato

Locandina SpaziOxygene
Mostra fotografica di Salvatore Genovese

 

Fuori dai Cassetti

GSX - Fuori dai cassetti

 

Photo ShowFest 22-23.06.13

Photo ShowFest

 

CiclicaMente 

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Mostra fotografica di Irene Costumato

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Guida per riconoscere i propri santi

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SCARTI – Tracce di civiltà

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•13.07.2013 “il faut” personale di Luca Patanè

“Il Faut”, perché c’è sempre bisogno di qualcosa. Il più delle volte si tratta di mere esigenze materiali, altre volte invece quel qualcosa è più profondo ed investe la sfera della spiritualità. Così come la vita anche la passione ed i sentimenti nascono dal nostro “IO” più recondito e nascosto… tutto è creato dagli organi.
Il nostro equilibrio è dentro di noi, in senso letterale.

Luca Gregorio Patané è un siciliano DOC trapiantato in terra pontina dove, oltre a un lavoro “comune”, svolge l’attività di disegnatore di fumetti per la casa editrice Tunué Editori dell’immaginario e per altri mille progetti che ronzano nella sua testa. Eclettico e versatile, illustratore e colorista carico di inventiva, sin da piccolo Luca esprime un talento precoce per le arti figurative e la passione per i fumetti, tanto che, finito il liceo, decide di vivere in Belgio, per frequentare una delle più quotate e famose accademie del fumetto, l’Académie de St.Luc de Liège. In Italia Luca ha pubblicato per Tunué, due graphic novel: Ti sto cercando e Nessun ricordo.

•11.05.2013 UN DIALOGO TRA SCULTURA E PITTURA sculture di Marco Pietrosanti _quadri di Emiliano Paolini

•28.04.2012  “TAZEBAO_diario di strada” fotografie di LUCIANO MANNA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

•31.03.2012 PILLS mostra personale di Giorgia Pilar

Giorgia Pilar in arte Pills, realizza le sue opere servendosi esclusivamente di una bic médium; di impronta surrealista esse sono figlie della sua fantasia, nella quale si incontrano i temi a lei più congeniali quali la bellezza femminea, l’amore per la natura e la musica.

Pazienza e meticolosità si incontrano dando vita a creazioni quasi maniacali per precisione e amore del dettaglio.

Il numero delle bic impiegate varia a seconda della complessità e ricchezza della composizione, ad ogni modo sono tutte conservate quasi in segno di affetto e gratitudine. La texture è minimalista, penna nera e basta, a rispecchiare la sua concezione di disegno per cui la messa a colore è un gesto audace, che se mal usata offende il disegno stesso. Presa dall’ispirazione, impiega ore ed ore nella realizzazione di ogni singolo lavoro, perdendo a tratti il senso del tempo, che scorre silenziosamente proprio come il tratto della sua penna.

•11.03.2012 ESPOSIZIONE DELLE OPERE DI MILVA DI VITA

03.03.2012 I’VE JUST SEEN A FACE –LUCA LAURENTI (Mklane)

Mostra personale di Luca Laurenti, per gli amici Mklane, illustratore, grafico e art director. Poliedrico e attento nello spaziare tra differenti tecniche, innovazioni stilistiche e ispirazioni.

I suoi lavori saranno presentati nella bianca cornice di Spazioxygene accompagnati dall’aperitivo della casa, il tutto musicato da Analogic Rome.

http://www.mklane.com/
http://www.facebook.com/ANALOGROME

 

 

19 .02.2012  “I COLORI DI CUBA”  fotografie  di Javier Mendez

Javier Mendez, cubano che ha speso scampoli di vita in Nicaragua, Filippine, Germania e Spagna, vive in Italia dal 2003 ma torna periodicamente dove risiedono le sue radici, i suoi affetti, le sue disillusioni, il suo orgoglio.

Una serie di scatti passeggiando per l’Avana e dintorni, dove l’obiettivo della sua reflex, lungi dal violare l’intimo dei suoi soggetti, ne cerca invece la fraterna complicità.

 

 

 

 

•03.02.2012 MOSTRA FOTOGRAFICA Land(E)scape di Francesco Paoli

Esistono luoghi,carichi di magia e di mistero,in grado di amplificare sensazioni che risiedono nell’intimo di noi stessi.

Le immagini, la fotografia, sono un tramite per fuggire su realtà parallele dove regna null’altro che un insieme di colori, forme e luci.

Compito del fotografo è allora quello di rifugiarsi dietro la macchina fotografica e raccontare la sua storia, la sua personale interpretazione del luogo visitato, trasferendo lo stesso impatto emozionale all’osservatore, che è libero di ripercorrere il proprio cammino in ogni immagine, in maniera intima, facendola propria.

L’osservazione, la comprensione e la profonda fusione con il paesaggio sono la chiave per comprenderne la mera essenza ed apprezzarne la natura evocativa, oltre i confini visivi imposti dalla sola analisi razionale.

Per il fotografo è il paesaggio stesso a rendersi unico ed inimmaginabile, in una combinazione di elementi che si fondono a creare una spettacolare melodia.

Il progetto land(E)scape nasce proprio da questa consapevolezza, dalla volontà di utilizzare il mezzo fotografico come ponte tra la natura e l’idea percepita dal fotografo, rendendo ciascun individuo libero di interpretare in maniera del tutto indipendente le opere, astraendole e collocandole in una realta personale: una fuga dal contesto originale che imprigiona gli elementi del paesaggio.

  www.francescopaoli.com

•20.0.2012”GUARDA  UN LIBRO SCOPRI UN SOGNO” illustrazioni di Flavia Sorrentino

La mostra è dedicata al mondo di illustrazione per l’infanzia e  raccoglie 12 immagini create da Flavia Sorrentino e  tratte dai libri “ZIG” e “PINOCCHIO COURT TOUJOURS “pubblicati in Francia .

Lo scopo della mostra è sfidarvi a ritrovare i vostri sogni nascosti, la leggerezza di un bambino che troppo spesso dimentichiamo di possedere ancora. Flavia Sorrentino E’ nata e cresciuta nella città eterna nutrendosi di pizza rossa e colori. Inizia la sua attività d’illustratrice precocemente all’asilo, disegnando sulla sua pelle, quasi fosse carta,  coloratissime collane Masai , ottenendo  così i primi prestigiosi riconoscimenti da parte delle sue maestre e…i primi rimproveri. Ha sempre preferito comunicare con il linguaggio visivo, così si è dedicata all’immagine  scoprendo quel magico  idillio che i disegni e le parole possono creare ed ora non può più farne a meno. È sempre alla ricerca di  nuovi modi espressivi  così, oltre la carta, lavora la ceramica, dipinge gioielli e oggetti di materiale vario.

Ha esposto  in varie mostre collettive in Italia, a Parigi, a Teheran e Seoul. Ha pubblicato  con diverse case editrici francesi ,con la Korea e l’America. Disegnare rimane ciò che la rende più felice perchè le permette di esprimere e comunicare , in ogni opera, le sue emozioni, qualunque esse siano.

Blog   Sito

 

•27.11.2011 “RIFLESSIONI DA UNO ZAINO”

Aperitivo e Dj-set per l’inaugurazione della mostra:

“RIFLESSIONI DA UNO ZAINO”

Aperitivo letterario di metri e chilometri irreali, confini e limiti disomogenei, mete e traguardi fantastici.

Verranno esposti racconti e poesie di due viaggiatori, due giovani scrittori (Alice Ciangottini e Andrea Terenzi) che con zaini e fogli di carta hanno vissuto emozioni e pensieri indelebili.
In questa loro prima mostra personale un’atmosfera suggestiva fatta di fotografie, parole ed oggetti ripercorre i sentimenti vivi di terre lontane: India, Marocco, Nepal, Turchia, Argentina, Uruguay e Cuba.
Vi aspettiamo tra dune di sabbia, alte montagne e posti dimenticati …

http://aliceciango.over-blog.it/

Selezione musicale chillwave // chillout // ambient // elettronica // minimal // micromusic // drone music // dark ambient // ghost drone // dreamwave a cura di Analogic Romehttp://facebook.com/ANALOGROME

•5.11.2011 TUTTO SCORRE selezione di scatti scenici di Giacomo Ciangottini

L’acqua è anfotera e poliforme.

Anfotera, l’acqua si sa comportare da base e da acido. Ha una naturale capacità, in condizioni di minima alterazione, di donare o assumere ioni.

Questa proprietà squisitamente chimica del “principio della vita”, che in una sorta di ying e yang unisce il positivo e il negativo, è percepibile anche da chi non ha mai avuto a che fare con ampolle e becker. L’acqua è concettualmente ancipite: è l’asse interiore della tranquillità solare nell’immagine caraibica della spiaggia con palma, ma è anche la rappresentazione collettiva della furia degli elementi di un mare in tempesta.

L’ineliminabile duplicità oppositiva dell’acqua (sulla cui superficie Conrad ha costruito le sue più intime storie di doppio) ci si schiude nella sua complessità attraverso gli scatti di Giacomo Ciangottini che qui dismette ogni intento didascalico per condurci sulla via dell’emozione nella dimensione più primordiale del liquido vitale.

Nel suo polimorfismo, l’acqua è declinata in infiniti stati: ghiaccio e vapore, naturalmente, ma anche solidi amorfi, esagonalità della neve, conformazioni cubiche, acqua pesante, superpesante.

Un coacervo di forme, una serie infinita di ambienti (di cosmi) nei quali e ai quali uomo e animali si adattano in perenne sforzo biologico. E se l’uno arriva a costruire una civiltà per dominarla (Venezia), gli altri giungono a strutturare con l’acqua un bioma rispettoso di ogni ruolo, come nell’apparente serenità lunare di un bosco al mattino. Tutto questo è il tema di fondo delle istantanee qui rappresentate, lavoro emozionale e testimonianza primitiva di un giovane autore che, attraverso lo specolo della sua fotocamera, va al di là dell’apparenza del paesaggio per farci osservare la profondità del nostro essere attraverso l’elemento che ha reso possibile la vita sulla terra. gciangottini@me.com

•23.10.2011 mostra personale di Stereomapo

http://www.stereomapo.com/

L’orizzonte tematico delle opere è l’osservazione critica, attraverso lo strumento evocativo dell’arte figurativa, della società attuale, della nostra società occidentale, del modello che essa propone.

Dalprincipio economico che sottende ed informa questa società umana, parte il lavoro di individuazione e di critica artistica di Stereomapo. La finanza, le banche, le corporations, nucleo e massima espressione dello squilibrio sociale, vengono rappresentate come un moloch di sfruttamento predatorio, informazione manipolata, potere accentrato e solidificato in strutture autoreferenziali. A questo è legata anche la tematica della guerra cronica, piaga enorme che distrugge intere generazioni, interi futuri e future società. Nella relazione tra gli Stati, i poteri forti, le strutture sociali, si snoda la vita del singolo, dell’uomo e della donna. Nel tempo storico in cui vive ognuno cerca la realizzazione e la soddisfazione, la felicità e la dignità che nessuno può raggiungere se non è condivisa anche dagli altri, se non è forma sociale.

L’indagine si espande all’interno dell’opulenta fortezza dell’occidente, nell’esperienza (a)sociale della cultura del consumo, nel ritmo della coercizione che questo modello impone, nelle nevrosi che genera, nell’inebetimento farmacologico e tossicomane che propone. Nello stravolgimento del ritmo lavoro-divertimento-crescita proliferano distorsioni e degenerazioni dei rapporti inter-individuali, nell’insapore iperftrofia di un io espresso attraverso il consumo, “che è sempre un’attività totalmente individuale e solitaria, anche quando la si effettua in compagnia” (Z. Bauman). L’intento è quello di proporre tali temi in veste artistica, attraverso la condensazione concettuale della critica sociale in immagini di matrice figurativa, dove sempre l’uomo e le sue azioni compaiono come simbolo e significante dell’umanità attuale.

•10.06.2011 SESELWA fotografie di Ilaria Castelnuovo

SESELWA: tre mesi alle Seychelles

“Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.” Esattamente da questa citazione voglio partire. Perché per me il viaggio, breve, lungo, in compagnia o in solitudine, deve essere un modo per apprendere, conoscere e fare propri i luoghi e le esperienze altrui. Sono partita senza sapere cosa aspettarmi, anche perché, documentandomi, venivano solo fuori foto e informazioni sui tantissimi hotel di lusso e sulle incantevoli spiagge bianche… Fin da subito quel paradiso mi ha incantata. Dapprima per la vegetazione, che domina su tutto e ti avvolge in un’armonia di colori, suoni e profumi, poi per la cordialità, la gentilezza e la spensieratezza degli abitanti: i Seselwa (scritto in creole, la loro lingua). Nonostante le difficoltà economiche e i molteplici lavori che ognuno svolge durante il giorno, non mancano mai di farti un sorriso, salutarti, oppure, specialmente di domenica, di invitarti, anche se non ti conoscono, a mangiare e bere tutti insieme. I cibo è ottimo, capace di inebriare i sensi grazie a ricette, soprattutto a base di pesce, ma anche pollo o manzo, ricche di spezie e che riflettono la grande diversità delle razze che costituiscono la popolazione delle Seychelles; influenze francesi, indiane, malgasce ed orientali si fondono in un mix di sapori e odori che rappresentano l’anima della cucina creola. Fra i luoghi d’incontro più comuni ce n’è uno particolare: l’autobus. Capita spesso qui di ritrovarsi a parlare e scherzare con loro, mentre lungo percorsi stretti, in salita, puoi godere di panorami coloratissimi e spettacolari. Pieno di emozioni è anche il mare, che ho avuto la fortuna di girare con una piccolissima barca e con un amico davvero speciale: Davis. Conosciuto per caso mi ha accolta come una componente della sua famiglia, mi ha mostrato luoghi sconosciuti e ospitata nella sua casa nella foresta, che ha costruito con le sue mani, dal nulla, da solo. Tantissimi sono i racconti e le sensazioni che porterò per sempre nel cuore, soprattutto perché tutto questo è stato inaspettato!

•05.06.2011 IL VIAGGIO Collage e tecniche miste di Alessandro D

Il Viaggio – Ulisse e compagni

Perchè viaggia Ulisse? Necessità? Fuga? Tutte queste ragioni insieme?
E perchè gli uomini di oggi partono?
Le stesse motivazioni, credo; desiderio di novità, ricerca di una vita migliore, fuga dal presente, Ulisse è sui motoscafi e le vecchie barche che stanno attraversando il Mediterraneo, ora, sperando di non essere intercettati.
Ma il mitico Eroe è anche sugli aerei low-cost, sulle autostrade e lungo le spiagge affollate, magari con sulle spalle un borsone pieno di bibite ghiacciate.
Questo mondo di viaggiatori arcaici e moderni, e le figure mitiche di contorno lo troviamo espresso nei collage e nelle tecniche miste di Alessandro D, tramite un segno che il più delle volte è essenziale, spigoloso, affascinato da figure meravigliose, così come doveva vederle l’uomo delle prime grotte dipinte.

Sole e Luna, associati alle figure femminile e maschile, due pianeti di una costellazione emozionale, i rematori del Viaggio A e B, solcano un mare quasi invisibile tramite fantasiose e essenziali barche costruite con i più disparati (o disperati?) segni della/delle civiltà.
Ulissi controcorrente accolgono pacifiche (parrebbe!) Sirene su piccoli velieri luminosi.

Con lo stesso umore, Vite Parallele e Ulisse 2010 ci ricordano che il Mito sopravvive…e NON E’ FINZIONE!

•14.01.2011 INSIDE A MOMENT DOMENICO CANINO SOUND INSTALLATIONS

La possibità che il momento si possa fermare, aprire e sviscerarne il contenuto per attraversare il vissuto con più consapevolezza, è il tema centrale delle opere.

Le quattro composizioni sonore e visive, esposte nello spazio, ci accolgono in un rituale e ci invitano ad attraversare il momento partendo da una percezione auditiva.

L’orecchio è l’organo sensoriale sempre attivo, il primo ad instaurarsi nel feto e a fornirci informazioni dal mondo esterno, il suono è il nostro primo contatto con l’esistenza, la nostra prima esperienza percettiva, quel processo cognitivo che include il vissuto, le esperienze personali dell’ascoltatore e le influenze culturali che trasformano le sensazioni in percezioni consapevoli.

Inside a moment è il tentativo di far percepire la sacralità di ogni singolo momento attraverso il suono, come in Ten differents moments dove il tempo viene scandito, dilatato, rallentato, armonizzato e proposto al pubblico come attimo vissuto.

La distinzione tra l’ordine che sta nella sostanza della natura e il caos che l’uomo invece ne percepisce, è uno degli aspetti analizzati in Pieces from the sacred tree, serie di installazioni visivo/sonore che ha come base d’indagine tronchi e rami giacenti sulla terra.

I reperti trovati vengono sezionati ed esposti insieme all’ordinata sequenza di suoni ricavati dalla materia stessa.

Blue line in the space ci propone l’ascolto del nostro movimento nello spazio, del nostro “esserci”, attraverso una composizione strutturata con tutto ciò che circola intorno all’ascoltatore, i suoni che vivono lo spazio si mischiano, si uniscono e si rigenerano inun unico corpo sonoro.

Il concetto di unione lo ritroviamo in Il mio segno, il segno della terra dove il segno circolare tracciato sulla tela, viene sottoposto ad un estremo contatto con il suolo e con i fenomeni atmosferici per circa trenta giorni.

Il risultato dell’operazione è l’unione dei due segni umano/naturale che vanno acomporre l’opera, dove ciò che vediamo, è la visione di un energia unica, una fusione eterna, un valore universale che collega l’uomo alla natura in eterno, è la visione non tanto di un futuro ideale, ma di un presente che accompagna l’uomo giorno dopo giorno, respiro dopo respiro, momento dopo momento.

••••••••••••••••2010/2009

•Concorso fotografico STAND-BY

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•21.11.2009 LA LINEA D’OMBRA  fotografie di Matteo Benedetti

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Le fotografie di Matteo Benedetti sono “ritratti” di architettura.

Così come il ritratto coglie i tratti del volto e ruba con l’occhio dagli occhi, così queste immagini, di un bianco nero senza mezzi toni, qualche volta addirittura eccessivo e provocatorio, catturano lacerti di costruito costringendoli ad aspirare ad una propria autonomia.
Undici scatti, undici momenti eterni di poesia, nero su bianco.

•Aperitivo con Buffet, ovvero “Spiedino Party”

•”Combo Jazz Shadows”_ Sax Roberto Bottalico

Voce e Percussioni Giulia Di Gianpasquale

Chitarra Marco Paolucci

•6.02.2010 BERLIN FILES fotografie di Dirk de Neef

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•5.06.2009Mondi Paralleli

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L’evento nasce su iniziativa di Tiziana Arceri e Laura Giallombardo, due giovani volontarie dell’ associazione Lunaria, che hanno lavorato in Moldova presso due Organizzazioni Non Governative grazie ad un progetto della Commissione Europea.
Questa collettiva di giovani e promettenti artisti moldavi, è la testimonianza della vitalità della scena artistica di questo piccolo paese. Nei loro dipinti e nelle loro fotografie c’è desiderio di raccontare persone e luoghi non come realmente sono, ma così come appaiono loro. La realtà è modificata a seconda delle proprie impressioni e visioni. Ogni opera ha caratteristiche proprie, ma tutte sono legate dal filo rosso dell’energia e della passione.

Fotografie e Dipinti di:

Robert Andersen_Mihai Gitu_Vadim Palamarciuc_John Roshka_Kostantin Margine_Sasha.

•8.05.2009 Collettiva d’ incisioni e stampe xilografiche 

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Mostra  collettiva d’ incisioni estampe xilografiche  degli studenti dell’ Accademia di Belle Arti di Roma del corso di tecniche dell’ incisione tenuto dalla prof.ssa Aristea Kritsotaki.

24 artisti, 24 incisioni che rielaborano il percorso d’ apprendimento estetico e tecnico.

Una mostra come omaggio e tributo alla prof.ssa Aristea Kritsotaki, rinomata artista internazionale.

Gli artisti:

L. Mirzakhani, G.M. Cassata,R. D’ Andrea, A. Finelli, D. Delibasic, D. Masala, E. Cocco, K. Raschella, A. Gingilli, B. Fiume, I. Valenzi, A. Petrucci, C. Macias, P. Quaranta, F.

Masini, E. Pavinato, L. Romano, C. Fraia, C. Gioia, K. Achilleos, S. Rinelli Cerardini, V. Piombo, A. Shahina, A. Barbarossa.

•17.04.2009 Mostra fotografica 

Mostra fotografica di Domenico Canino_Mauro Dominici

Mauro Dominici:

L’insieme delle fotografie scattate a Roma affrontano il campo di indagine dell’estraneità. Ovvero come “potenziale nomade” l’estraneo può avere una propria appartenenza ad un “gruppo” ma è una appartenenza incompleta , questa appartenenza nella non-appartenenza contraddistingue lo “status” dell’estraneo.

Domenico Canino:

Esiste un punto nel tempo, chiamato momento, la sua apparizione è fugace quanto basta a scattare una foto e farlo vivere a lungo.
Ci sono attimi che la fotografia non comprende, non può comprendere, non sono visibili a nessun occhio meccanico o organico che sia, sono gli attimi che non ci sono più.
Ricerca fotografica che affronta il tema del tempo, del momento, del punto fermo, della vita che abbandona il soggetto, spesso lasciandolo solo con tutti i segni (visibili o simbolici) degli attimi, gli attimi che mutano la forma originaria, il momento prima.
Ci sono punti sulla terra dove il tempo trascorso e istante si manifestano in un immagine, un punto sul corpo del tempo.

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